Lesen ist wundervoll.


Lunedì 3 ottobre ore 19:30
Hartliebs Bücher Porzellangasse
Zweisprachig Italienisch/Deutsch
Moderation Silvia Chiarini
Deutsche Stimme Olaf Osten

Anmeldung unter anmeldung@hartliebs.at


Eine Kooperation mit dem Italienischen Kulturinstitut Wien.

A dieci anni dalla scomparsa, Antonio Tabucchi viene ricordato con serate a lui dedicate in diverse città nel mondo. A Vienna, grazie ad una cooperazione con l’Istituto Italiano di Cultura, la libreria Hartliebs Bücher Porzellangasse ospita lo scrittore e giornalista Paolo di Paolo, che ci accompagna in un viaggio attraverso i temi e l’opera del grande scrittore europeo.

Zehn Jahre nach seinem Tod werden in verschiedenen Städten der Welt in Gedenken an Antonio Tabucchi Veranstaltungen abgehalten. In Wien empfängt die Buchhandlung Hartliebs Bücher Porzellangasse – dank einer Kooperation mit dem Italienischen Kulturinstitut – den Schriftsteller und Journalisten Paolo di Paolo, der uns auf eine Reise durch die Themen und das Werk des großen europäischen Schriftstellers mitnimmt.
(Alle auf Deutsch erschienenen Werke von Antonio Tabucchi wurden von Karin Fleischanderl übersetzt)

C’è un Tabucchi che scommette sulla forza della short-story e la rende “esotica“: da Il gioco del rovescio (1981) a L’angelo nero (1991). C’è un Tabucchi che viaggia, consuma scarpe, cerca un amico in India (Notturno indiano), cambia lingua e scrive in portoghese Requiem, trasloca linguisticamente in un altrove, e fisicamente in molti altri. C’è un altro Tabucchi che si pone il “problema Novecento”: come si esce da un secolo? Che cosa ci si porta dietro? Quand’è che un’epoca muore davvero? E ancora, c’è un „Tabucchi civile” che mostra, in un romanzo tradotto in tutto il mondo, Sostiene Pereira (1994), come il cosiddetto “impegno” sia tutt’uno col resto del suo lavoro di scrittore: «Per me, essere impegnati significa prima di tutto essere impegnati con sé stessi, il che significa essere sinceri».
Lo scrittore Paolo Di Paolo, che di Tabucchi è stato amico e allievo, ci porta nell’opera di un grande scrittore europeo a dieci anni dalla morte.
Paolo di Paolo, nato a Roma nel 1983, è scrittore e giornalista. Scrive per La Repubblica e L’Espresso e modera su Rai Radio 3 la trasmissione La lingua batte. Per la casa editrice Nonsolo Verlag sono usciti i suoi libri Lontano dagli occhi e Una storia quasi solo d’amore con la traduzione di Christiane Burkhardt.

Es gibt einen Tabucchi, der auf die Stärke der Kurzgeschichte setzt und sie in etwas Außergewöhnliches verwandelt: so wie in Das Umkehrspiel oder in Der schwarze Engel.
Es gibt einen Tabucchi, der reist, der Schuhe verbraucht, einen Freund in Indien sucht (Indisches Nachtstück), die Sprache wechselt und auf Portugiesisch schreibt (Requiem). Damit begibt er sich sprachlich an einen anderen Ort; physisch an viele andere Orte. Ein anderer Tabucchi denkt über das Novecento nach: Wie lässt man ein Jahrhundert hinter sich? Was nimmt man mit? Wann geht eine Ära wirklich zu Ende? Und es gibt einen gesellschaftskritischen Tabucchi, der in seinem weltweit übersetzten Roman Erklärt Pereira zeigt, wie das so genannte „Engagement“ mit dem Rest seines schriftstellerischen Werks im Einklang steht: „Für mich bedeutet Engagement vor allem, sich selbst gegenüber verpflichtet zu sein, was wiederum bedeutet, ehrlich zu sein.“
Zehn Jahre nach Tabucchis Tod, führt uns sein Freund und Schüler, der Autor Paolo Di Paolo, in das Werk des großen europäischen Schriftstellers ein.

Paolo di Paolo, 1983 in Rom geboren, ist Autor und Journalist. Er schreibt für La Repubblica und L’Espresso und moderiert für Rai Radio 3 die Sendung La lingua batte. Im Nonsolo Verlag sind seine Romane Und doch so fern und Fast eine Liebesgeschichte erschienen, beide von Christiane Burkhardt ins Deutsche übersetzt.

Paolo Di Paolo consiglia: „Chi ha ucciso mio padre“ di Edouard Louis, Bompiani 2019 ( Titolo originale francese „Qui a tué mon père“ Seuil 2018)
Motivazione: Perché Louis parla apertamente di lotta di classe, di lotta di genere. Pensa alla politica come distinzione fra la parte della società a cui si riserva sostegno, incoraggiamento e protezione e quella esposta alla morte e alla persecuzione. In una scena commovente del libro, il padre porta al mare la famiglia per festeggiare i cento euro di aiuto economico per il nuovo anno scolastico. «Non ho mai visto – commenta Louis – le famiglie che hanno tutto andare a vedere il mare per festeggiare una decisione politica, perché la politica a loro non cambia quasi nulla… Per i dominanti la politica è nella maggior parte dei casi una questione estetica: un modo di pensarsi, un modo di vedere il mondo, di costruire la propria persona. Per noi, era questione di vita o di morte»
Eugenio Belgrado consiglia: „Baudolino“ di Umberto Eco, prima edizione Bompiani 2000
Motivazione: È meno famoso del Nome della Rosa o del pendolo di Foucault, ed è per me un’opera unica. È ambientato nel medioevo, e più di preciso nel dodicesimo secolo, e parla di Baudolino, il protagonista appunto. Il libro è il racconto che egli stesso, ormai sessantenne, fa della sua vita a Niceta Coniate, storico funzionario bizantino. Seguiamo le gesta di Baudolino, a partire dall’infanzia da plebeo nella campagna piemontese, passando per la corte dell’imperatore Barbarossa che lo adotta, fino agli inverosimili resoconti di viaggi in un oriente fantastico. Dovendoci affidare alle parole in prima persona del personaggio stesso, peraltro noto inventore di frottole, il limite tra realtà e finzione è costantemente messo in discussione. Oltre a riflettere sul potere del Racconto indipendentemente dalla sua veridicità, il libro è anche una piccola enciclopedia di mitologie latine e medievali, una delle passioni dello scrittore, oltre che un’avventura senza tempo pregna di incredibile umanità. Attenzione, può causare voglia di leggere.

Ho conosciuto Paolo Di Paolo leggendo il suo libro „Mandami tanta vita“ (Feltrinelli 2013), che racconta due ragazzi negli anni Venti, Piero Gobetti e Moraldo, l’uno intellettuale coerente e tenace e l’altro indeciso a tal punto da perdere le occasioni che forse avrebbe potuto cogliere. L’ho conosciuto di persona al Festivaletteratura di Mantova, affascinata da un suo breve intevento sul volume „Tempo senza scelte“ , edito da Einaudi nella collana Le Vele ( Avviata nel 2003, è una collana di saggi brevi ideata da Ernesto Franco. Interventi sulle trasformazioni della cultura e della politica contemporanea, in una veste elegantissima ed essenziale ). Questo è anche il libro che abbiamo scelto di presentare a Vienna in libreria con Paolo il 12 giugno 2017. In questo saggio Paolo Di Paolo affronta il tema della scelta, partendo dalla vita di Piero Gobetti ma interrogando anche la filosofia e la letteratura, da Kirkegaard ad un personaggio letterario che mi affascina da sempre, Bartleby lo scrivano di Melville, fino a Calvino, diventato protagonista involontario della serata quando Paolo, con la passione che lo contraddistingue, ha raccontato le „Lezioni americane“.
Il tema del tempo, dei momenti di svolta, musica di fondo dei suoi libri ed eco di Tabucchi che fu uno dei suoi maestri, torna nel nuovo romanzo „Lontano dagli occhi“ , uscito quest’anno per Feltrinelli. Tre storie di donne che diventano madri, riflessioni sull’essere figli e diventare genitori, i padri talvolta invisibili e indistinguibili nella folla.
Eugenio Belgrado è un artista, nato a Pordenone nel 1991, laureato all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Fin da bambino ha la passione per il fumetto e per il disegno. La prima Graphic Novel pubblicata nel 2012. Eugenio è eclettico e travolgente. In libreria ha presentato il 27 febbraio 2019 il libro „L’ultima fiaba“ pubblicato da Shockdom nel 2018. Una bella occasione per parlare di fumetti, Graphic Novel, arte e illuistrazione e dei suoi numerosi progetti. Quelli attuali sono l’associazione/atelier Die Druckstube a Vienna e il progetto multimediale Vertebre. Imperdibili!

 

 

 

 

 

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