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Incontro con l’autore Massimiliano Boni, giovedì 23 gennaio 2020, Porzellangasse 36

 

„Il museo delle penultime cose“   66thand2nd editore   2017

In un futuro non troppo lontano, tutti i sopravvissuti alle deportazioni nazifasciste sono ormai scomparsi e l’Italia è scossa da un rigurgito antisemita. In un clima ostile, Pacifico Lattes, giovane studioso del museo della Shoah di Roma, prepara un’importante mostra sugli ultimi superstiti ai campi di concentramento. Il suo minuzioso lavoro di archiviazione e conservazione però, svolto per anni dietro a una scrivania, sembra improvvisamente crollare di fronte alla notizia della possibile esistenza di un sopravvissuto ancora in vita: tra le mura di una casa di riposo di Tor Sapienza, infatti, c’è Attilio Amati, novantottenne aspro e taciturno custode di un segreto all’apparenza inconcepibile. Dall’incontro tra Attilio e Pacifico, dapprima scettico nei confronti di un vecchio il cui nome non compare sulle liste dei deportati, inizia una ricerca difficile e ostinata, un confronto serrato che porterà entrambi a riconoscersi nella dolorosa esperienza dell’altro. Un gioco inestricabile di scambi e silenzi che nasconde una drammatica «scelta di Sophie», un terribile segreto legato alla travagliata esperienza del lager.

 

 

Massimiliano Boni:

Dal suo sito:.Sono nato a Roma nel 1971. Dopo il liceo mi sono iscritto a Giurisprudenza, laureandomi nel 1994; un paio d’anni dopo ho vinto una borsa di studio e ho cominciato a lavorare. Nel 1998 ho provato a correre una maratona, e ho fallito. Nel 2000 ho corso la mia prima mezza maratona, poi mi sono sposato. Nel 2001 mi sono laureato in filosofia. Nel 2005 ho fatto ritorno nella comunità ebraica di Roma. Nello stesso anno, ho cominciato a scrivere. Nel 2006 è uscito il mio primo romanzo, “La parola ritrovata”, per Giuntina. Nel 2015 ho pubblicato “Solo per un giorno”, e nel 2017 “Il museo delle penultime cose” (Premio Lugnano 2017), questi ultimi con 66thand2nd.

A margine, ho scritto due saggi di critica letteraria, uno di storia contemporanea, un’altra manciata usciti su riviste giuridiche. L’ultimo saggio, “Questi sono i nomi. Storia di un ritorno” è un racconto autobiografico, ed è stato pubblicato nel 2017 in un volume collettivo (“Ebreo chi? Sociologia degli ebrei italiani oggi”) edito dalla Jaca Book.

Nel 2018, per Viella, ho pubblicato.Il figlio del rabbino“, la prima monografia mai scritta su Lodovico Mortara, un grande giurista di fine Ottocento.

Dal 2011 lavoro presso la Corte costituzionale. Nel 2013 mi sono laureato in Studi ebraici presso il collegio rabbinico italiano; la tesi è stata poi premiata dall’Università La Sapienza, con il premio “Maurizio Pontecorvo”

 

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