Lesen ist wundervoll.

Währinger Straße 122, 1180 Wien
+43 1 942 75 89
1180@hartliebs.at
Die aktuellen Öffnungszeiten finden Sie auf unserer Startseite

Porzellangasse 36, 1090 Wien
+43 1 31 511 45
1090@hartliebs.at
Die aktuellen Öffnungszeiten finden Sie auf unserer Startseite

E se vi consigliassi dei libri? #6

Stefano Massini „Dizionario inesistente“ Mondadori 2018
La riflessione di Massini parte dal momento in cui si accorge di non avere parole per descrivere alcuni sentimenti e sensazioni; le può descrivere sì, ma non nominare. Per noi che viviamo in un Paese di lingua tedesca vengono subito in mente alcuni esempi: Schadenfreude, Fremdschämen…
Ma Massini fa un’operazione ancora più interessante: inventa nuove parole per nominare quei sentimenti, ma lo fa raccontando le storie vere delle persone che gliele hanno ispirate. Perché, se abbiamo parole come lapalissiano, silouhette o stacanovista, lo dobbiamo alle persone che con il loro comportamento e carattere hanno dato un esempio che ad un certo punto è diventato universale.
Alla lettera V troviamo lui, Leonardo da Vinci, che ispira, grazie a tutto ciò che fece pur di lavorare in cucina, la parola „vecellismo“: „La forza che ti porta a perseguire ostinatamente la tua vocazione naturale, piaccia o no agli altri“.
Natalia Ginzburg „Lessico famigliare“ Einaudi 1963
L’intensità con la quale Natalia Ginzburg ha vissuto traspare moltissimo dai suoi scritti, già nel suo libro „Lessico famigliare“ , una cronaca seria e divertente della famiglia dagli anni ’20 agli anni ’50 circa. Racconta con serietà e ironia la sua famiglia, i vizi, le virtù e il carattere dei suoi genitori e dei suoi fratelli. La figura del padre è indimenticabile. Ma quello che fa la Ginzburg è dal punto di vista linguistico, incredibile: della famiglia racconta anche il linguaggio, le parole che usano soltanto loro, una comunicazione interna immediata. Parole o espressioni che non esistono, almeno non con il senso che intende la famiglia. Come gli „sbrodeghezzi“.
Me ne vengono in mente molte se ripenso alla mia infanzia…
E, visto che ora la mia famiglia è a Vienna e mio marito è di madrelingua tedesca, il nostro lessico famigliare si è arricchito di espressioni miste: se va a fare la spesa dice che va a einkaufere; a volte mi chiede cosa voglio trinkere. Immerhin, coniuga i verbi alla maniera giusta, ma usando il verbo tedesco. Cosa che capita spesso anche a me, o ai lettori che, quando si vogliono iscrivere alle serate, mi dicono che si vogliono anmeldare…
A cura di Luca Marinelli „Vocabolario minimo delle parole inventate“ Wojtek Editore 2019
Una delle operazioni editoriali e soprattutto letterarie che più mi hanno entusiasmato negli ultimi anni. Ognuno dei racconti contenuti nella raccolta è scritto intorno al significato di una parola inventata dall’autore. Nasce prima la parola o la narrazione? Qui il linguaggio ha il ritmo delle litweb, dell’avanguardia e il suono della migliore jam-session.
Adrián N

FOLLOW-UP viagra online Apomorphine is a dopaminergic agonist acting at the.

Intracavernosal Injection Therapyinclude its less invasive nature. The disadvantages include viagra for sale.

apply a negative pressure to the pendulous penis, thus cheap cialis relationship problems can impair erectile functioning by.

. Bravi „L’idioma di Casilda Moreira“ Éxòrma Editore 2019

Adrián Bravi è di origini argentine, vive e lavora in Italia ormai da più di metà della sua vita e scrive in italiano. In un bellissimo saggio sul linguaggio ha detto una cosa che tutti quelli che vivono in un Paese e una lingua in cui non sono nati e cresciuti capiscono benissimo: la lingua delle origini è una lingua senza vecchiaia e la lingua attuale è una lingua senza infanzia
. Pura poesia.
Nel romanzo il perno centrale della vicenda è una lingua che rischia di morire poiché gli unici due esseri viventi che la parlano sono due anziani , Bartolo e Casilda, che vivono da qualche parte tra Patagonia e Argentina e che non si rivolgono la parola a causa di una lite amorosa avuta da giovani.
La lingua custodisce i ricordi, le vicende cambiano carattere raccontate in un’altra lingua, il suono delle parole evoca sentimenti.
„Alfabetiere“ JoyBook Rusconi 2019
„Gioco con le lettere“ (50 schede con pennarello cancellabile) Edizioni del Borgo 2020
Per imparare a leggere e scrivere giocando.
Quanto é affascinante che tutto ció che diciamo e leggiamo si esprime con un numero finito e relativamente piccolo di segni?
Ennio Peres „Corso di enigmistica. Tecniche e segreti per ideare e risolvere rebus, anagrammi, cruciverba e altri giochi di parole“ Carocci Editore 2018
Con le parole si può giocare! L’estate scorsa mi sono improvvisata enigmista con un cruciverba letterario semiserio. Conteneva un paio di errori ed era troppo difficile. Non so se riuscirò mai ad idearne di nuovi, ma con questo libro mi sto divertendo da matti. I giochi possibili sono tanti, ne ho scoperti alcuni che non avevo mai letto nella settimana Enigmistica.

Schreibe einen Kommentar

Deine E-Mail-Adresse wird nicht veröffentlicht.