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Calendario dell’Avvento del Lettore 2019 – 26. Dicembre : Massimiliano Boni

Massimiliano Boni consiglia: „Un’eredità di avorio e ambra“ di Edmund De Waal, Bollati Boringhieri 2012

Motivazione: „Perché è un libro al confine
. È un diario, un romanzo, un saggio? Confido che per me è anche un modello e una sfida. Da un semplice oggetto di avorio, un netsuke, prende l’avvio una storia che attraversa un secolo e più continenti. Con sensibilità, il lettore è accompagnato nella vita del ramo viennese degli Ephrussi, una delle famiglie europee più facoltose del secolo scorso. Attraverso gli occhi di quella generazione leggiamo buona parte della storia d’Europa, apprendiamo il gusto per l’arte, la passione per la cultura, la costruzione di una fortuna dovuta a intuito e passione, ma soprattutto l’illusione di intere generazioni di ebrei di poter finalmente vivere in pace in Europa. Nel progressivo disfacimento che corrode quel tempo attraverso il nazismo, l’Anschluss e poi la guerra, siamo testimoni non solo della fine della famiglia, ma anche di un intero mondo. Ritengo questo libro un esempio magistrale di come si possa scrivere narrativa e, al tempo stesso, parlare di sé, dei propri ricordi, della memoria di un intero continente, imparando a capire lo spirito di un tempo, e su quali radici siamo inconsapevolmente cresciuti.“

Massimiliano Boni è nato a Roma nel 1971. Lavora presso la Corte Costituzionale, è consigliere eletto della Comunità ebraica di Roma.

Ho chiesto anche a Massimiliano un consiglio di lettura per il calendario di dicembre anche per avere la possibilità di invitarvi alla presentazione che si terrà in libreria giovedì 23 gennaio 2020. Il tema è la memoria della Shoah, tema del suo libro „Il museo delle penultime cose“. Perchè è importante ricordare la persecuzione degli ebrei? Quale memoria, e soprattutto come, è importante conservare? Domande fondamentali poiché ci stiamo avvicinando al momento storico in cui non ci saranno piú testimoni diretti, è un futuro prossimo in cui Massimiliano ha deciso di ambientare il romanzo.

„Occorreva fugare ogni dubbio ed essere il più precisi possibile, gli aveva spiegato. Bisognava fare così, perché ogni domanda omessa sarebbe stata un appiglio per chi, quando non sarebbe rimasto piú nessun testimone, avesse voluto negare quello che era successo.“

„Ma noi non siamo come loro, capisci? Non siamo piú gli ebrei che si consegnano al nemico. Non dobbiamo più piangerci addosso. Questo pensavo mentre i testimoni parlavano. io li ascoltavo e non mi rassegnavo…  Mi dicevo che bisognava fare di più. Occorreva custodire la memoria di chi era scomparso… Chi si sarebbe ricordato delle persone che non erano tornate? Che avevano avuto una casa, un lavoro? Tutti erano ossessionati dalla Shoah, invece bisognava ricordare cosa c’era stato prima.“

 

 

 

 

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