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Calendario dell’Avvento del Lettore 2019 – 23. Dicembre : Domenico Dara

Domenico Dara consiglia: „Oga Magoga“ di Giuseppe Occhiato, Edizione Gangemi 2018, a cura di Emilio Giordano

Motivazione: Per conoscere un autentico capolavoro del Novecento italiano, accostabile al più noto Horcynus Orca di D’Arrigo e che pone l’espressionista Occhiato tra i grandi “inventori di lingua” della nostra letteratura.
SVBEEQV – Si vales bene est, ego quidem valeo – Se stai bene è cosa buona, io sto bene. Questa era la formula di apertura nelle lettere latine, che a me sembra bellissima, mi ricorda il TVB che scrivevamo da adolescenti. Scrivere, o far scrivere, e mandare lettere è una cosa che sembra presente da sempre, e che forse ora in questi tempi di tecnologia e comunicazione velocissima abbiamo un po‘ trascurato. Il protagonista del libro „Breve trattato sulle coincidenze“ (Nutrimenti 2013), tradotto e pubblicato in tedesco da Kipenheuer&Witsch nel 2019 e presentato in libreria il 15 novembre di quest’anno, è il postino di Girifalco. Lui le lettere, prima di consegnarle, le apre, le legge e ogni tanto interviene, corregge laddove vede una stortura. Gesto antipatico, ma che in noi crea complicità, chi non vorrebbe sistemare le cose se potesse? Il postino è una persona solitaria, non ha famiglia né amici, ma conosce le persone, lcome le conosce chi è in grado di decifrarne il modo di comunicare. Nelle pagine che abbiamo scelto di leggere ad alta voce, il postino rammenda i buchi che trova nei vestiti, ricuce i buchi nei calzini. È una meravigliosa metafora, in realtà vorrebbe rammendare la vita e tutto quello che non va, riempire i vuoti e colmare un’assenza
. Ma è anche una metafora della scrittura, un gesto metaletterario:  come ci ha raccontato Domenico  „scrivo storie per rammendare i buchi che mi porto dentro, la vita ruota intorno a dei vuoti e scrivere colma questi vuoti, rammenda i buchi, in attesa di un lettore pazzo che li rammendi insieme a me.“
La storia si svolge nel 1969, anno dell’allunaggio e un tempo in cui la comunicazione avveniva per lo più in forma scritta. Domenico Dara, cresciuto a Girifalco, paesino della Calabria, ha ricreato quelle atmosfere, grazie anche ad una lingua letteraria che fa uso del dialetto accostandolo ad un italiano di una bellezza un po‘ antica, e creando così una lingua propria in cui il lettore si sente a proprio agio. Riuscendo secondo me in quell’intento dello scrittore che vuole creare una storia che prima non c’era ma anche raccontarla con una lingua che prima non c’era.
Il paese di Girifalco, stretto fra il manicomio a nord e il cimitero a sud, rappresenta per l’autore idealmente il tempo dell’infanzia, tempo in cui costruiamo quei miti che ci portiamo dietro per tutta la vita ed è l’ambientazione anche del secondo romanzo di Domenico Dara „Appunti di meccanica celeste“, uscito per Nutrimenti nel 2016. L’ambientazione cambierà nel terzo romanzo, „Malinverno“, in uscita a marzo per Feltrinelli.

 

 

 

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