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Calendario dell’Avvento del Lettore 2019 – 14. Dicembre : Pietro Spirito

Pietro Spirito consiglia: „Berta Isla“ di Javier Marías, Einaudi 2018
Motivazione:
„Ci sono due modi per dare un consiglio di lettura. Attingere al deposito dei libri formativi, quelle letture che hanno lasciato un segno profondo, o che hanno influito in maniera determinante sul lavoro di scrittura: letture stratificate nel tempo, amalgamate e decantate a formare il sostrato geologico di un’idea del mondo e dello scrivere. Oppure pescare tra gli ultimi libri letti, quelli che hanno emozionato di più, le letture più urgenti e di stampa recente, quei libri che gettano un seme destinato forse a germinare in futuro.
Adesso è di questo che voglio parlare. Segnalando uno degli autori che amo e inseguo di più, Javier Marías, con “Berta Isla”. Ne parlo perché son convinto che ogni amore è un amore imperfetto. Non possiamo mai sapere chi è veramente colui o colei che abbiamo accanto per una vita intera. L’assenza, l’abbandono, un’ esistenza parallela e misteriosa, a volte il ritorno, sono parte di una trama che solo il più forte dei sentimenti, l’ amore, anche l’amore imperfetto, può tenere insieme per sempre. Perché “per sempre” «fa riferimento al futuro, nella nostra concezione comune, ma “sempre” comprende in realtà anche il passato, e questo non si estingue mai e non si cancella mai del tutto. Quello che è stato sarà e quello che c’è stato ci sarà». In questo straordinario romanzo, Marías ancora una volta esplora come solo un grande scrittore sa fare il labirinto di ciò che chiamiamo amore, in una storia ricca di rimandi e richiami, dove felicità e dolore si fondono in una sola inestricabile tensione.
La trama. Nel maggio del 1974 Berta Isla e Tomás Nevison, poco più che ventenni, si sposano a Madrid. Berta e Tomás si conoscono dai tempi dell’adolescenza, e nel matrimonio coronano il loro sogno d’amore, anche se per diversi anni sono stati distanti, visto che Tomás ha frequentato l’università a Oxford. E proprio in quel periodo di separazione, prima del matrimonio, è successo qualcosa che Berta non può sapere: Tomás, che ha un talento naturale per apprendere le lingue e imitare varie personalità, è rimasto suo malgrado coinvolto nell’omicidio di una ragazza con la quale aveva una superficiale relazione. Tomás è innocente, ma è stato l’ultimo a vedere la ragazza, e siccome la giovane aveva per amante un membro del Parlamento di Londra, per Tomás le cose si mettono male. Un provvido aiuto arriva da uno degli anziani docenti di Oxford, Wheeler, che sin dalla Seconda guerra mondiale collabora con i servizi segreti della Corona britannica. Wheeler offre a Tomás una via di scampo: se accetta di mettere i suoi talenti al servizio dell’MI6 il suo nome verrà cancellato dalle indagini per la morte della ragazza. Tomás non ha molta scelta e accetta. Ovviamente avrà un lavoro di copertura, addetto all’ambasciata a Madrid, e tutta la sua attività nei servizi dovrà essere coperta dal più assoluto segreto. Nemmeno la moglie, né i genitori, né nessuno dovrà mai sapere nulla. Così quando Berta e Tomás si sposano, quest’ultimo vive già una doppia esistenza di cui Berta non sospetta nulla. Tomás si assenta spesso da Madrid per volare a Londra. Missioni di lavoro, dice. Settimane, a volte mesi, senza poter mai comunicare. Berta alla fine capisce, vuole sapere, ma il patto con il marito sarà che lei non dovrà mai fare domande, perché lui comunque non potrà rispondere. Berta accetta di condividere con Tomás una specie di vita a metà, nonostante la nascita di due figli. Le misteriose missioni continuano, finché un giorno Tomás non torna più. Passano i mesi, gli anni, e Berta attende inutilmente il ritorno del marito. I pochi contatti che la donna ha all’interno dei Servizi non sono d’aiuto: nemmeno loro hanno notizie di Tomás: potrebbe essere morto, o essere costretto a vivere sotto copertura chissà dove senza poter comunicare nemmeno con il comando per non mettere in pericolo la sua vita, quella di altri agenti e ovviamente quella di Berta e dei figli. Alla fine Berta è costretta a tarare la sua esistenza su un’assenza dolorosa e opprimente, con la consapevolezza che «ciò che è perduto nel passato è sempre più confortante di un presente tiepido e di un improbabile avvenire». Ma un giorno succede che…e qui mi fermo perché a chi non ha ancora letto il romanzo non venga tolto il meglio.
Narrato alternativamente da Berta in prima persona e dal punto di vista di Tomás in terza, “Berta Isla” è un meraviglioso, straziante mosaico narrativo dove si incastrano al millimetro le tessere dei temi cari all’autore (e a me lettore): imperfezione dei sentimenti, verità e menzogna, tirannia del tempo, la possibilità di vivere tante vite in una vita, mutevolezza delle identità.“

Pietro Spirito, scrittore e giornalista, è nato a Caserta nel 1961 e vive a Trieste. Scrive per le pagine culturali de.Il Piccolo“, ha pubblicato saggi, romanzi, racconti.

Il 26 marzo 2018 Pietro Spirito ha presentato a Vienna il suo romanzo.Il suo nome quel giorno“, pubblicato per Marsilio nel 2018. È stata una serata speciale poichè mi ha permesso di portare a Vienna un po‘ di Triestebookfest, il festival letterario che si tiene a Trieste ogni anno ad ottobre, che vede tra le fondatrici Loriana Ursich, la libraia dell’Antico Caffé San Marco,

Nel romanzo Giuliana, che vive in Sudafrica, solo quando perde i genitori scopre di non essere figlia loro, ma di essere nata nel 1961 in un centro di raccolta profughi a Trieste. Già leggendo il primo capitolo, la notte e il freddo e un’atmosfera di palpabile disperazione e umiliazione nel campo, ho dovuto ammettere di non sapere che a Trieste nel 1961 ci fosse ancora un campo profughi. La storia del confine orientale, definito.confine mobile“, che ha costretto circa 300.000 persone ad un esodo forzato dalle terre cedute alla Jugoslavia, racconta ancora una volta come le sofferenze dovute alle guerre si protraggano nel tempo anche ad anni di distanza. Una ricerca di sé immersa nella grande storia. Mi ha colpito la capacità di Pietro Spirito di creare personaggi come Vera, la madre di Giuliana e Jože, il.vecchio sloveno barbuto“ vicino di casa e la loro grande dignità.

Pietro Spirito è anche subacqueo e speleosub e realizza documentari e reportage sul mondo sommerso. In un bellissimo libro appena uscito per Ediciclo Editore.I custodi degli abissi“ scrive:.Esiste una memoria sommersa, una specie di corrente subacquea, che attraversa la vita di ciascuno di noi e che talvolta convoglia la sua spinta nell’affannosa ricerca di una storia che ci appartenga.“

 

 

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